NOI, ITALIANI MAMMONI

Pubblicato: 15 marzo 2013 in Odio l'umanità
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Prosegue il mio percorso lungo la tortuosa strada delle cattive abitudini degli italiani.
Questa settimana voglio descrivere una peculiarità negativa che caratterizza più frequentemente il maschio italico, ovvero l’essere “mammone”. Ho deciso stavolta di orientarmi su questa problematica anche per bilanciare lo sfogo del post scorso indirizzato verso una determinata tipologia di donne, per par condicio.

Dai ometti, usciamo allo scoperto, in quanti lo siamo? Presumo in tanti, me compreso ovviamente, tanto da essere presi in giro per questo motivo parecchio anche all’estero.
Intanto bisogna partire dall’inizio, intendo dall’infanzia, perché mammone non lo si diventa all’improvviso. Si tratta solitamente di uno “status inizialmente indotto”, da mamme iperprotettive che ti seguono e ti accudiscono in maniera maniacale, che fanno di te, figlio maschio, una sorta di bellissimo principino (ogni scarafone è bello a mamma sua!) da proteggere e far crescere nella loro campana di vetro.
E’ per tale educazione e per tutte queste attenzioni che poi forse diventiamo grandi più lentamente, che ci abituiamo al mondo là fuori con maggior diffidenza e che ci fa comodo fare affidamento sulla totale disponibilità e sull’essere amorevolmente servizievole di nostra madre. E diciamolo francamente, spesso ce ne approfittiamo.
Ed è forse il senso di colpa poi che, anche da adulti, ci impedisce di tagliare il famoso cordone ombelicale. Vuoi ovviamente per affetto, vuoi per riconoscenza per una vita dedicata quasi esclusivamente a te e vuoi anche per pigrizia e per tornaconto personale.
Sicuramente noi mammoni ci troviamo poi a dover fare i conti con questa situazione soprattutto nel momento in cui troviamo l’amore. Le nostre donne, infatti, non vedono di buon occhio questo attaccamento da “complesso di Edipo”, si trovano spesso in conflitto con le nostre abitudini pregresse, con le nostre idee, con la iperprotettività che abbiamo dovuto subire e che improvvisamente ci sentiamo in dovere di restituire verso chi ci ha dato la vita e ci ha cresciuto.
E’ frequente che si scatenino così questioni (dirette o più spesso trasversali) tra moglie e suocera, e noi ci ritroviamo nel mezzo, costretti a sorbirci le rimostranze per il nostro comportamento dovuto a questo legame viscerale.
Sarebbe quindi opportuno da parte nostra gestire questa situazione con maggiore equilibrio, prendere la nostra vita per le redini ed intraprendere decisi il nostro percorso, non perdendo certamente di vista l’affetto ed il rapporto con le nostre madri (o comunque più in generale con i nostri genitori), ma senza lasciarci condizionare nelle scelte della vita da adulti.

Riusciremo a migliorare? Mah, la vedo dura…

Anche per questa settimana è tutto, appuntamento a venerdì prossimo, ciao!!!

Stefano Ristori

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