BENVENUTI AL NORD

Pubblicato: 5 aprile 2013 in Odio l'umanità
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No, non si tratta di una recensione del film di Claudio Bisio e Alessandro Siani (successore del più fortunato “Benvenuti al Sud”) uscito nelle sale qualche mese fa, ho semplicemente voluto utilizzare lo stesso titolo perché, come accade nella pellicola, vorrei evidenziare gli stereotipi tipici con i quali solitamente vengono descritti gli abitanti di queste zone d’Italia. Sono luoghi comuni che più o meno conosciamo e che ci vengono evidenziati in maniera iperbolica, ma le esperienze di vita mi hanno portato a riflettere sul fatto che, sia per quanto riguarda i cittadini del nord, sia per quelli del sud, queste considerazioni sul modo di essere e sul modo di comportarsi non si discostino molto dalla realtà.
Partiamo da come vengono visti gli italiani del nord…

Spesso definiti “polentoni”, gli abitanti del settentrione, secondo uno stereotipo ben noto, si contraddistinguono per puzza sotto il naso, arroganza, atteggiamento di superiorità con cui si pongono sopra un piedistallo, dal quale guardano dall’alto verso il basso coloro che del settentrione non sono.
Dimostrano un certo controllo nelle manifestazioni di affetto (a volte addirittura freddezza), forse perché vivono con l’assillo di risultare inadeguati in qualunque situazione. Si tratta di un self control a volte giustificato, a volte mal gestito, soprattutto in un mondo dove i bei gesti ed i sorrisi aiuterebbero molto a stemperare le difficoltà della vita.
Sono più oculati nelle spese, spesso però sfociano nella tirchieria, non solo economica ma anche di sentimenti, non si prodigano granchè nell’aiutare il prossimo. Sicuramente la generosità non appartiene ai loro pregi.
Una dote importante invece delle persone del nord è la precisione, alla quale senz’altro bisogna abbinare la puntualità. Peccato però che a volte tali pregi si trasformino in pignoleria ed in una fastidiosa tendenza nel voler spaccare il capello in quattro, che rasenta quasi il patologico.
Rigidi e schematici, privi di fantasia, sicuramente organizzati ma poco propensi ad uscire dai margini, gestiscono la vita in maniera più ordinata ma insipida. Sono abitudinari, e di conseguenza carenti della capacità di sorprendere e di affrontare le difficoltà prendendo strade alternative. Il rischio non lo vedono di buon occhio, e forse questo è anche un pregio, ma a volte bisogna mettere in conto gli imprevisti e valutare delle alternative per uscire da situazioni difficili.
Questo gli abitanti del nord faticano a farlo. O seguono il proprio schema, o si perdono in un bicchier d’acqua.
Per concludere aggiungerei la tendenza all’eccessivo attaccamento al lavoro ed alla carriera, che spesso si ripercuote su valori importanti quali l’amore e la famiglia. Il cittadino settentrionale è operoso e costante nell’impegno, ma non utilizza allo stesso modo queste caratteristiche nei rapporti con le persone più care, forse perché anche frenato dalla riservatezza, dalla rigidità e dalla poca generosità nei sentimenti di cui parlavo prima.
Penso di aver riassunto a grandi linee l’immagine dell’italiano del nord agli occhi degli abitanti delle altre zone d’Italia. Sappiamo benissimo che le cose poi non stanno esattamente così e che le persone vanno giudicate individualmente però, come dicevo all’inizio, secondo me in ogni stereotipo c’è un fondo di verità quindi, abitanti del nord, fatevi comunque un esamino di coscienza!

Non sentitevi invece esenti da critiche anche voi, cari abitanti del sud Italia!Anzi, cominciate a
tremare perché settimana prossima…è il vostro turno!

Ciao a tutti, a venerdì!

Stefano Ristori

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commenti
  1. Giulio ha detto:

    …Complimentissimi! Bell’articolo! 😉

  2. mariateresa ha detto:

    beh insomma io sono polentona ma sono solare e tutt’altro che fredda

  3. sabrinaweb ha detto:

    Io vivo al nord da anni, pur non essendo del nord, e non mi sembra che la gente sia così quassù… non tutti, almeno.
    Una cosa che ho notato però è che di fronte alla collega che si mette in malattia quando le danno un turno che non le piace (altra schifezza che credo essere solo italiana e di cui spero di leggere in futuro nel blog) la risposta tipica è “ma il suo non è certo un cognome del nord”, come a voler prendere le distanze.

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