Di solito, durante il sonno notturno, faccio fatica a sognare.
Oppure mi capita di sognare, ma poi, al risveglio, non ricordo più cosa ho sognato.
Diciamo che se fossi un appassionato del gioco del lotto, ad esempio, avrei serie difficoltà nell’individuare dei numeri da giocare prendendo spunto dai miei sogni, magari facendo riferimento agli accostamenti della classica smorfia napoletana. Infatti, quelle poche volte in cui mi capita di decidere di tentare la fortuna, solitamente ripiego sui numeri della mia data di nascita, e puntualmente perdo!
C’è gente invece, sia che sogni o meno, che non trova alcuna difficoltà a decidere quali numeri giocare al lotto o comunque a tutti i concorsi affini (superenalotto, dieci e lotto, win for life, etc.). Ed in alcuni casi, ama giocare con una certa assiduità, puntando anche cifre sostanziose.
Il problema nasce quando il divertimento si trasforma purtroppo in ossessione, quando la rincorsa ad un ambo fortunato o ad un semplice estratto su qualche ruota specifica, al di là delle manifestazioni oniriche e di tutto il resto, scatena una caccia patologica nella quale il giocatore incallito sfodera il peggio di se stesso, dilapidando in molti casi anche veri e propri patrimoni.
Come avrete capito, il post di questa settimana è dedicato a quegli italiani tormentati dal gioco, dapprima abbagliati dall’illusione del guadagno facile e veloce, ed in seguito resi schiavi da una sudditanza oltremodo dannosa.

slot-machines

Tra i miraggi nostrani più diffusi, oltre che quello per il lotto, ci sono anche scommesse sportive ed i tanto amati “gratta e vinci”, con tanto di spot con cui ci stanno martellando da diversi anni e che hanno annichilito il cervello di molti, facendo leva sul famoso slogan “ti piace vincere facile”?
Francamente ritengo che non ci sia nulla di male a lasciarsi tentare qualche volta. A chi di noi non è mai capitato di acquistare un gratta e vinci oppure (come faccio io ogni tanto ad esempio, da appassionato di calcio) di fare qualche puntata sportiva?
Il guaio subentra quando l’occasionale divertimento lascia spazio all’accanimento insano ed alla dipendenza, soprattutto quando scatta il diabolico sistema, ad esempio, che consiste nell’aumentare in maniera decisa le puntate per recuperare i soldi persi precedentemente, ed è proprio allora che s’imbocca il tunnel del non ritorno, della patologia e della rovina economica.
Altra infernale assuefazione, per la quale personalmente provo un’irritazione maggiore rispetto alle altre, è quella per le macchinette slot machine e video poker.
Ci sono bar, locali e sale da gioco (che ultimamente spuntano come funghi) pieni di persone, solitamente uomini di ceto medio/basso che trascorrono intere giornate davanti a questi apparecchi succhia soldi, in alcuni casi anche durante l’orario di lavoro!
Gente che butta via interi stipendi, magari con famiglia da mantenere, e che addirittura mette a repentaglio anche il posto in azienda a causa di questa assurda mania!
In molti sperano di migliorare le proprie vite tramite queste facili scappatoie, ed è proprio quando il pensiero è tale che il meccanismo diventa perverso, si supera il confine della responsabilità e ci si ritrova ad annaspare nel tentativo disperato di tornare a galla, correndo invece il forte rischio di affogare definitivamente.
Il giocatore patologico, infatti, si affida irrazionalmente dapprima alla possibilità di vincere guidato dalla fortuna, ed in seguito, quando comincia a perdere, alla possibilità invece di rifarsi, con la malsana convinzione che la sorte debba cominciare a girare diversamente.
Basta poco per tramutare un semplice momento di divertimento in un pericoloso viaggio da cui poi è difficile far rientro…meglio rimanere coscienziosi e sapersi accontentare, del resto, come tutti sappiamo, il gioco è bello quando dura poco!
Ok quindi a lotto, gratta e vinci e scommesse sportive, ma con puro spirito ludico e soprattutto… con moderazione!

Buon fine settimana! Se giocate, fatelo responsabilmente!!!

Stefano Ristori

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commenti
  1. il barman del club ha detto:

    la malattia è una brutta bestia, e quando il gioco diventa malattia non è più un paradiso ludico ma, patologia che non perdona… Come tutta le cose, bisogna sapersi fermare al momento giusto !

  2. evergreen ha detto:

    Il peggio è che continuano a pubblicizzarlo in tv, e anche su internet! Bombardati da “vinci una ricarica” se sai rispondere alla domanda “Qual è la capitale d’Italia”…

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