Un fenomeno negativo particolarmente radicato qui in Italia, nell’ambito già di per sé difficoltoso del lavoro pubblico, è quello dell’assenteismo.
Un problema presente da noi già da diverso tempo, ma che forse ha subito un’inquietante impennata da una decina d’anni a questa parte, con casi più volte documentati soprattutto tra gli impieghi statali, ma anche con altri episodi eclatanti di astensionismo da parte di alcuni dei nostri parlamentari, fino a situazioni di minor clamore, ma comunque altrettanto gravi, emerse in diversi altri settori.
Secondo recenti rilevamenti Istat, pare che negli ultimi anni, all’interno di questo contesto, la percentuale di assenze abbia raggiunto circa il 20%, alla faccia della crisi (e della conseguente carenza dei posti di lavoro) che sembra non aver quasi per nulla influito su questo dato decisamente sconfortante!
Nonostante trovare e mantenere un impiego risulti ormai, ad oggi, impresa davvero ardua, c’è evidentemente chi l’impiego c’è l’ha e di tale dato pare fregarsene altamente, truffando così lo stato senza farsi troppi scrupoli!
La condizione più grave pare essere quella legata agli enti locali, soprattutto nei comuni, con una classifica di assenze che vede in testa Bolzano (con una media di 38,9 giorni), seguita da Firenze (29,8 giorni) e poi da Milano (27 giorni).

assenteismo-300x225

Gli assenteisti peggiori, di cui le cronache ed alcuni programmi di denuncia (come ad esempio “Striscia la Notizia” e “Le Iene”) ci hanno raccontato le “gesta” innumerevoli volte, sono da indicare tra quegli impiegati che timbrano al mattino il cartellino magnetico puntuali come orologi svizzeri, ma che poi se ne vanno di nascosto, magari coperti anche da qualche collega, abbandonando così il posto in ufficio per svolgere in altro luogo e per un periodo di tempo più o meno lungo altre faccende personali.
La questione, in Italia, è talmente grottesca che spesso questi individui non hanno nemmeno bisogno di nascondersi o di farsi coprire da qualcuno, proprio perché, non venendo minimamente controllati, possono fare i loro comodi in assoluta tranquillità e senza, per questo, temere di venire scoperti e di essere così soggetti ad eventuali richiami o sanzioni disciplinari (in alcuni casi anche perché agevolati da addetti a controlli che praticano assenteismo a loro volta o che sono troppo magnanimi e tolleranti nei loro confronti)!
Importante è sottolineare, comunque, come questa fenomenologia tipica del lavoro pubblico non debba però essere associata ad ogni lavoratore di questo settore, considerando che ci sono invece davvero molti impiegati che non solo prestano servizio in maniera onesta ed impeccabile, ma che spesso si ritrovano a dover sbrogliare matasse burocratiche da cui il nostro Paese è aggrovigliato, in molti casi giusto per colpa di qualcuno che non svolge il proprio dovere!

Non resta che sperare, dunque, in chissà quale soluzione per questo tipo di problema. L’avvento della crisi economica non solo pare non sia servito almeno a portare un freno a questa piaga, ma anzi, è stato causa, e lo è tutt’ora, di gravi ripercussioni sulla qualità e sull’efficienza dei servizi pubblici offerti dallo Stato!
Al momento, non possiamo far altro che assistere impotenti ad un circolo vizioso contro cui non si può far nulla. E’ un po’come il classico cane che si morde la coda.

Anche per stavolta è tutto, appuntamento a venerdì prossimo, ciao!!!

Stefano Ristori

Annunci
commenti
  1. Annarital ha detto:

    I colleghi dovrebbero essere i primi a denunciare queste assenze ingiustificate e perpetue… così come dovrebbero denunciare anche i colleghi che sono presenti fisicamente ma mentalmente sono altrove (lasciando un carico di lavoro con tanto di arretrati a chi fa sempre il suo dovere!)
    questo è un po’ quello che ho scritto anche io ieri nel mio ultimo post “Gli sfaticati”…

    • sabrinaweb ha detto:

      Il problema è che così è il collega che si lamenta a farsi una cattiva fama, sia con i capi che con gli altri colleghi.

      • Annarital ha detto:

        Dal mio punto di vista i problemi devono sempre essere comunicati…
        Siam fin troppo abituati ad un clima di omertà e di silenzio che chi parla vien visto come la pecora nera della situazione, l’antipatico di turno, il guastafeste…
        Se tutti iniziassero a parlare e a denunciare non risulterebbe poi così tanto strano che qualcuno si lamenti per delle giuste cause, non credi?

  2. tnt854delivery ha detto:

    Non è facile far cambiare mentalità ad un popolo 😦

  3. Bibi Boo ha detto:

    Nei momenti di crisi tutte le storture vengono a galla e crescono, naturale conseguenza, il fastidio e l’insofferenza. E’ difficile che allora in tali momenti si possano modificare abitudini così radicate. In effetti credo che oramai non sia più possibile modificarle. In senso assoluto.

  4. Andrea Silvestri ha detto:

    L’ha ribloggato su il blog di Andrea.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...