Qualche giorno fa, cazzeggiando su facebook, mi sono imbattuto in un post relativo a sanzioni per i ciclisti che circolano per strada in gruppo anzichè procedere in fila indiana.
Questa qui sotto è la foto dell’articolo di giornale utilizzata da chi ha creato il post.

ciclisti

Ho subito pensato: “Ooohh, era ora che qualcuno facesse qualcosa”.
Infatti, in questi ultimi 18 anni in cui ho macinato chilometri in automobile, da quando io stesso ho abbandonato la bicicletta, mi sono reso conto di quanto sia irritante imbattersi lungo la strada in due o più ciclisti amatoriali che si dedicano a questa attività (tipica del sabato pomeriggio o della domenica), con serietà ed impegno tali da immedesimarsi in maniera oltremodo fedele al ruolo del professionista, convinti forse di partecipare a qualche corsa in linea o magari a qualche tappa del giro d’Italia o del tour de France.
Diventano gli unici padroni della strada creando disagio al traffico, ed addirittura sono pure capaci di lamentarsi se qualcuno osa suonare un clacson oppure contesta il loro modo di procedere, causa d’intralcio di metà della carreggiata.
Sembra che proprio non riescano ad andare in fila indiana, che debbano sfrecciare lungo la strada con i loro velocipedi ultra sofisticati (per altro spesso sprovvisti di campanello, violando anche per questo il codice della strada), sfoggiando con narcisismo e tipica postura da atleti consumati il look completo ed impeccabile del ciclista professionista, non sapendo (o più probabilmente ignorando) che invece si debba pedalare uno dietro l’altro in modo da evitare pericoli, per loro stessi innanzitutto e comunque per tutta la circolazione in generale.
Anche perché, per procedere in gruppo, è necessaria l’autorizzazione dell’ente proprietario della strada, oltre che la presenza di auto di assistenza che li precedano e che li seguano.
Forse questo atteggiamento è dovuto anche all’indifferenza dei vigili e della polizia stradale, che qui in Italia (tanto per cambiare) non si azzardano a multare questi sportivi a due ruote perché, vittime dell’ipocrisia che contraddistingue il nostro Paese, potrebbero poi subire attacchi da parte di ambientalisti, giornalisti e di tutti coloro che si ergono a paladini della bicicletta in quanto mezzo di trasporto sano e soprattutto ecologico, trascurando però ciò che impone il CdS e magari comportandosi in maniera tutt’altro che sana ed ecologica in altre situazioni, dove sarebbe forse più opportuno osservare una condotta eticamente corretta.

Quindi, cari ciclisti italiani, seppur atletici e non inquinanti, imparate ad assumere un atteggiamento responsabile e rispettoso nei confronti del prossimo visto che, giustamente, lo pretendete per voi stessi.
Mi riferisco a tutti, anche a coloro che normalmente utilizzano la bicicletta in città non per fare sport ma come semplice mezzo di trasporto, e che passano sulle strisce pedonali destinate esclusivamente ai pedoni, che pedalano per strada controsenso, che circolano sui marciapiedi, o che circolano sui marciapiedi controsenso e per giunta a tutta velocità, stampandosi poi sui cofani delle auto che escono tranquillamente dai passi carrai (come è successo a me, ad esempio, un paio di mesi fa)!

Arrivederci a tutti, chi può farlo ne approfitti per godere di queste ultime belle giornate estive per fare qualche passeggiata in bici (nel rispetto del prossimo!), magari in compagnia del proprio partner o di tutta la famiglia!

Stefano Ristori

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commenti
  1. Francesca Rocchi ha detto:

    Come se mi avessi letto nel pensiero…Io sono una di quelle che pazienta e non protesta mai, anche se anno dopo anno sto diventando sempre più insofferente. L’ultima volta pero’ e’ successo qualcosa di un po’ diverso : Venerdi 30 agosto stavo salendo da Agordo ( bellunese) verso Arabba e il Passo di Campolongo con la mia vecchia ma efficiente Panda e la mia altrettanto vecchia ma efficiente mamma a bordo quando dopo una curva e’ comparso un gruppo di questi ciclisti che scendeva a tutta velocità , quindi in senso opposto rispetto a me. Io ho l’abitudine, in montagna, di dare due colpi di clacson prima di ogni curva…Forse hanno sentito , fatto sta che uno era talmente in centro strada che per un pelo non mi e’ arrivato sul cofano …Come dice il nostro Skardy “Go’ fato un colpo…” Lo avrei preso a calci nel sedere, lui e tutti i suoi compagni. Comunque non e’ vero che nessuno va in fila indiana : I Tedeschi, i Francesi, gli Olandesi lo fanno sempre ;-)))))
    Francesca Rocchi

  2. Pendolante ha detto:

    E io sono d’accordo, ma il problema è a monte: le piste ciclabili in Italia sono fantasmi e quando si vedono sono poco più che marciapiedi

  3. gavino ha detto:

    D accordo con Stefano….io vado in bici e mi rendo conto di non essere un professionista,molti invece credono di esserlo-) anche se qua in sardegna (almeno la provincia di sassari) il problema non è poi tanto grosso e purtroppo i problemi sono altri uno su tutti la disoccupazione.

  4. MartyKite ha detto:

    Da quando su una strada secondaria lungo una salita che portava a un paesino ho bisto un autobus di linea che si è dovuto fermare perché un gruppo di ciclisti, saranno stati almeno 30, occupavano l’intera corsia… non mi stupisco più di niente e non posso far altro che dire: era ora!

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