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Una categoria pullulante di cattive abitudini è sicuramente quella degli automobilisti.
In questo caso il campionario è davvero vasto, con comportamenti poco opportuni e maleducati che possono sfociare spesso anche in situazioni di serio pericolo per l’incolumità delle persone.
Una buona parte della spiegazione relativa a tali atteggiamenti irresponsabili è da ricondurre ad un codice della strada che spesso viene “interpretato” e non applicato correttamente dalle forze dell’ordine italiane. Se le pene ai trasgressori delle regole venissero comminate con intransigenza e con puntuale rispetto delle norme, probabilmente gli automobilisti manterrebbero una guida più responsabile.
Per il resto si deve tutto alla tipica “esuberanza” di casa nostra, che spesso porta l’italiano medio a sentirsi padrone unico della strada, a prescindere dalle regole e dalle interpretazioni.

Ciò si manifesta anche in quelle situazioni non propriamente regolamentate ma dove l’educazione ed il buon senso dovrebbero farci capire come sarebbe logico comportarsi…appunto dovrebbero…
Sto parlando nello specifico del momento del parcheggio, in cui è frequente ritrovarsi ad avere a che fare con persone che ritengono sia normale, ad esempio, lasciare la propria automobile in seconda fila con le quattro frecce accese (a volte nemmeno) per tempi imprecisati e creando disagio alla circolazione e magari ostruendo anche qualche automobilista lecitamente parcheggiato che vorrebbe abbandonare il proprio posto ma chiaramente non può. A quel punto scatta la classica “strombazzata” di clacson, che solitamente aumenta di durata in maniera direttamente proporzionale alla dilatazione dei tempi di attesa, e che finalmente termina quando il proprietario dell’auto in seconda fila se ne arriva (spesso) bello serafico come se nulla fosse successo.

Altra fastidiosa situazione è quella legata alla estenuante ricerca di un parcheggio libero lungo una strada, oppure all’interno di qualche supermercato o centro commerciale, in momenti in cui tale operazione diventa estremamente complicata causa elevata presenza di popolazione umana a passeggio in automobile.
Quante volte abbiamo girato a vuoto alla disperata ricerca di un posticino tutto per noi?
E quante volte (e qui mi riaggancio al tema “occupatori di posto abusivi alle casse” di settimana scorsa) abbiamo trovato in quel posticino una persona piazzata nel mezzo e con l’indice sollevato a farci segno di no, magari sfoggiando un’espressione fintamente dispiaciuta? Sicuramente diverse…
A volte magari abbiamo desistito e ce ne siamo andati, altre volte invece abbiamo tirato giù il finestrino e probabilmente la persona in questione ci ha detto “E’ occupato”…Certo, forse lo è per qualcuno che l’ha mollata dalla parte opposta del parcheggio per correre lì a tenerglielo vuoto, e che nel frattempo sta cercando di raggiungerlo con tutta calma, mentre noi, che con la nostra auto siamo proprio lì davanti, non possiamo posteggiare! Vi pare normale ed eticamente corretto?
Forse normale sì, purtroppo, visto che si tratta di un malcostume di molti, ma sicuramente a livello etico e morale ci sarebbe parecchio da discutere…
Pensate al delirio che si verificherebbe se tutti facessimo scendere dalla macchina i nostri passeggeri e li sguinzagliassimo, all’interno del parcheggio di un centro commerciale ad esempio, come cani da tartufo alla ricerca di un posto da occupare!

Bene, anzi male…anche per oggi concludo qui il mio sfogo.
Ricordandovi le parole di Renzo Arbore nella pubblicità di una birra in voga negli anni ottanta vi saluto e vi invito a rifletterci su… “meditate gente, meditate…”.

Ciao, a settimana prossima!

Stefano Ristori

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